Visualizzazione post con etichetta francesco avella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta francesco avella. Mostra tutti i post
Amazon Author Central anche per scrittori italiani
Author Central di Amazon è un servizio gratuito che permette di creare una Pagina Autore collegata ai libri presenti sulla piattaforma, dando la possibilità agli autori di creare un profilo con biografia, immagini, video e collegamenti al proprio sito.
Molti autori italiani non conoscono Author Central, ed è anche normale dal momento che, per il mercato italiano, in teoria questo servizio non è ancora disponibile.
Infatti, come viene spiegato nelle FAQ, "Sfortunatamente, al momento gli autori con libri su Amazon.it ma non su Amazon.com non possono registrarsi su Author Central dal sito.".
Tuttavia, molti libri italiani si trovano già su .com (come anche su versioni di Amazon in altre lingue), quindi "Se sei un autore con almeno un libro presente su Amazon.com, hai diritto ad accedere a Author Central.".
Quindi, verifica di avere almeno un libro su Amazon.com e iscriviti a questo indirizzo.
Ovviamente è disponibile in inglese, ma l'interfaccia è molto intuitiva e non dovresti avere problemi nel capire come settare il tuo profilo.
Una volta che sarai iscritto, inoltre, avrai il link specifico del tuo profilo, che potrai condividere per promuoverti.
MBTI: Charles Darwin? Per Jung era ESTJ o ENTJ/ Darwin? For Jung was ESTJ or ENTJ
Molti sostengono che Charles Darwin fosse INTP, ma Jung, nel suo libro, lo definisce Te dom e fa un esempio per distinguerlo da un vero INTP come Immanuel Kant.
"Proprio come Darwin potrebbe forse rappresentare il normale tipo di pensiero estroverso, così potremmo indicare Kant come contro-esempio del normale tipo di pensiero introverso.
Il primo parla con i fatti; quest'ultimo fa appello al fattore soggettivo. Darwin si estende su ampi campi di fatti oggettivi, mentre Kant si limita a una critica della conoscenza in generale."
(Carl Jung, Psychological Types, inizio capitolo "2. The Introverted Thinking Type").
http://psychclassics.yorku.ca/Jung/types.htm
Coloro che votano INTP pensano alla biografia di Darwin che lo descrive come una persona logica e solitaria, ma un ESTJ/ENTJ con un'ossessione intellettuale derivante da un forte Te e una scarsa capacità di comunicare agli altri i loro sentimenti derivanti da Fi inferiore, può essere proprio un pensatore solitario che si isola per pensare ossessivamente al suo obiettivo.
English version
Darwin? For Jung was ESTJ or ENTJ
Many argue that Charles Darwin was INTP, but Jung, in his book, defines him as Te dom and gives an example to distinguish him from a real INTP like Immanuel Kant.
"Just as Darwin might possibly represent the normal extraverted thinking type, so we might point to Kant as a counter-example of the normal introverted thinking type.
The former speaks with facts; the latter appeals to the subjective factor. Darwin ranges over the wide fields of objective facts, while Kant restricts himself to a critique of knowledge in general."
Carl Jung, Psychological Types, beginning of chapter "2. The Introverted Thinking Type".
Those who vote INTP think of Darwin's biography who describes him as a logical and lonely person, but an ESTJ/ENTJ with an intellectual obsession deriving from a strong Te and a poor ability to communicate to others their feelings deriving from a lower Fi, can precisely being a lonely thinker who isolates himself to think obsessively about his goal.
MBTI: Hermione Granger è ESTJ, no ISTJ/ She is ESTJ, no ISTJ (Italiano/English)
Molti appassionati di MBTI pensano che Hermione sia ISTJ, spesso giustificando questa opinione dicendo "Passa molto tempo in libreria", o "Legge e non parla con nessuno", o comunque sottolineando il suo comportamento introverso.
Ma è una opinione che parte dalla premessa sbagliata, dallo stabilire un Tipo Psicologico usando le lettere, e non le funzioni; anche se molti usano le lettere, è più corretto basarsi sulle funzioni cognitive, e se una persona le studia, comprende che un Tipo può essere introverso senza essere introverso con le funzioni.
Io sono molto introverso, solitario e con pochi amici, eppure sono ESTJ (confermato da esperti), e non è una cosa strana se consideriamo che avere Te dom ti rende una persona molto logica e concentrata sui tuoi piani e avere Fi inferiore rende difficile condividere i sentimenti, quindi un ESTJ può comportarsi come un introverso.
Un buon modo per capire un Tipo usando le funzioni è capire la sua funzione dominante, e Hermione è un personaggio con un ovvio Te dom.
Se trascorre molto tempo da sola in biblioteca è proprio perché la funzione Te dom la porta a concentrarsi sul suo obiettivo di diventare una strega competente e potente, non perché lei sia "introversa" nel senso comune del termine; e, in casi estremi, ignora le regole proprio perché è orientata agli obiettivi (e andare contro le regole è più difficile per gli ISTJ).
Inoltre, la funzione Fi inferiore è un ostacolo nelle interazioni sociali perché tende a nascondere le emozioni e riservarle solo a poche persone selezionate.
Te dom = una persona che non ti parla perché il suo pensiero è orientato agli obiettivi.
Fi inf = una persona che non ti parla perché i suoi sentimenti sono riservati.
Te dom + Fi inf = una persona non introversa, ma che ti evita come farebbe un introverso.
Fonte immagine: https://www.pinterest.de/pin/793266921845538526/
English version
Hermione Granger is ESTJ, no ISTJ.
Many MBTI fans think Hermione is ISTJ, often justifying this opinion by saying "She spends a lot of time alone in the library", or "She reads books and doesn't talk to anyone", or otherwise emphasizing her introverted behavior.
But it is an opinion that starts from the wrong premise, from establishing a Psychological Type using letters, and not functions; although many use letters, it is more correct to rely on cognitive functions, and if a person studies them, he understands that a character can look introverted without being a cognitive introvert.
I am very introverted, lonely and with few friends, yet I am ESTJ (confirmed by experts), and it is not a strange thing if we consider that Te dom makes you a very logical person and focused on your plans and the lower Fi that makes it difficult to share feelings, therefore an ESTJ can behave as an introvert.
A good way to understand a Type using functions is to understand its dominant function, and Hermione is an obvious Te dom.
If she spends a lot of time alone in the library it is precisely because Te dom leads her to focus on her goal of becoming a competent and powerful witch, not because she is "introverted" in the common sense of the term; and, in extreme cases, it ignores the rules precisely because it is goal-oriented (and going against the rules is more difficult for ISTJs).
Furthermore, the lower Fi is an obstacle in social interactions because it tends to hide emotions and reserve them only to a few selected people.
Te dom = a person who doesn't talk to you because his thinking is goal oriented.
Fi inf = a person who does not talk to you because his feelings are reserved.
Te dom + Fi inf = a person non introverted, but who avoids you as an introvert would do.
Image source: https://www.pinterest.de/pin/793266921845538526/
Perché non sono vegano. Le ragioni di un Libero Pensatore - Francesco Avella (Delos Digital)
SCHEDA TECNICA
Titolo: Perché non sono vegano.
Le ragioni di un libero pensatore.
Autore: Francesco Avella
Editore: Delos Digital
Curatore: Franco Forte
SINOSSI
Perché non si può essere liberi di scegliere come rapportarsi nei confronti del mondo animale?
Perché bisognerebbe essere costretti a seguire delle regole imposte da qualcun altro?
In questo libro troverete le ragioni di una persona qualunque, con i suoi limiti, i suoi pregi e tutta la forza di una chiara e autonoma libertà di pensiero.
Questo libro vuole essere una sorta di manifesto in difesa della libertà di pensiero in merito al rapporto che abbiamo con gli animali.
Il veganismo è una scelta rispettabile, a patto che non diventi l'ennesima religione liberticida.
La tesi dell'autore è che l'uomo non è figlio di Dio, ma è solo un animale che appartiene alla natura tanto quanto gli altri; proprio in virtù di questo, non dovrebbe essere innalzato né a padrone della Terra, status datogli dall'antropocentrismo religioso, né a divinità benevola, status datogli inconsapevolmente dal veganismo, che non riesce ad accettare del tutto l'animalità dell'uomo, trattandolo come se dovesse essere l'angelo custode degli animali, piuttosto che egli stesso un animale con il diritto di fare una delle cose più naturali del mondo: mangiare altri animali.
Stanco di vedere la libertà degli uomini calpestata da dogmi e tabù, l'autore cerca di sostenere le ragioni di chi non è vegano e le motivazioni che lo spingono a vedere, nel veganismo, un potenziale pericolo per la libertà di pensiero.
Perché bisognerebbe essere costretti a seguire delle regole imposte da qualcun altro?
In questo libro troverete le ragioni di una persona qualunque, con i suoi limiti, i suoi pregi e tutta la forza di una chiara e autonoma libertà di pensiero.
Questo libro vuole essere una sorta di manifesto in difesa della libertà di pensiero in merito al rapporto che abbiamo con gli animali.
Il veganismo è una scelta rispettabile, a patto che non diventi l'ennesima religione liberticida.
La tesi dell'autore è che l'uomo non è figlio di Dio, ma è solo un animale che appartiene alla natura tanto quanto gli altri; proprio in virtù di questo, non dovrebbe essere innalzato né a padrone della Terra, status datogli dall'antropocentrismo religioso, né a divinità benevola, status datogli inconsapevolmente dal veganismo, che non riesce ad accettare del tutto l'animalità dell'uomo, trattandolo come se dovesse essere l'angelo custode degli animali, piuttosto che egli stesso un animale con il diritto di fare una delle cose più naturali del mondo: mangiare altri animali.
Stanco di vedere la libertà degli uomini calpestata da dogmi e tabù, l'autore cerca di sostenere le ragioni di chi non è vegano e le motivazioni che lo spingono a vedere, nel veganismo, un potenziale pericolo per la libertà di pensiero.
ALCUNI ESTRATTI
"Se è vero che dovremmo trattare meglio gli animali e limitare i nostri consumi per non impattare troppo sul pianeta, è anche vero che non possiamo permettere che l'estremismo animalista diventi l'ennesima Inquisizione liberticida."
"I vegani hanno tutto il diritto di considerare sbagliato mangiare gli animali, ma non devono permettersi di imporre i propri tabù morali agli altri; l'iper-sensibilità dei pochi non deve diventare una prigione per la libertà dei molti."
"L'antispecismo vegano è la conseguenza dell'alienazione dell'uomo dalla natura; siamo talmente abituati a non dover temere di essere attaccati dagli animali che la loro uccisione ci provoca disgusto, mentre la realtà dei fatti è che uccidere e mangiare altri animali è la cosa più naturale del mondo."
"In virtù di questi valori antispecisti, i vegani più estremisti vorrebbero il reato di apologia dell'alimentazione onnivora e imporre una vera e propria Dittatura Vegana.
C'è chi combatte per ottenere dei diritti e chi, invece, combatte per toglierli; e quanto può essere etico vietare alle persone di poter scegliere?"
Dove Acquistarlo
"Il Palazzo della Ragione", poesie razionali di Francesco Avella (Bibliotheka Edizioni)
La poesia viene dal cuore?
Forse, ma talvolta, come in questo caso, può essere messa al servizio della “fredda” ragione.
Le poesie che leggerete, scritte da un ateo razionalista, non sono altro che il tentativo disperato di difendere la ragione in un mondo ancora succube di credenze irrazionali che, per quanto piacevoli possano essere, sono un insulto alla ragione,
alla logica e al buon senso.
Intervista sul blog dell'Editore
La poesie che apre il libro:
Il Palazzo della Ragione
Esiste un palazzo,
abitato da persone,
che alla fede
preferiscono la ragione.
Al primo piano
abitano gli scettici;
al secondo i razionalisti;
al terzo gli atei.
Non c’è posto,
nel Palazzo della Ragione,
per i religiosi
che vivono nell’illusione.
Se desideri entrare
e omaggiare la Ragione,
prima pulisciti le scarpe
sporche di superstizione.
Dove Acquistarlo
IBS
InMondadori
LibreriaRizzoli
GooglePlay
LibreriaUniversitaria
Kobobooks
Hoepli
Ultimabooks
Bookrepublic
Timreading
Se volete ordinare il libro nelle librerie fisiche, vi segnalo questa mappa.
La Sacra Famiglia Naturale secondo Bruno Moretti Turri
La religione cristiana, come sappiamo, ha una precisa idea di come sia formata la "sacra famiglia naturale", e Bruno Moretti Turri, radioamatore, astronomo, divulgatore scientifico e scrittore, ci ha lasciato una sua descrizione in proposito:
"La Sacra Famiglia Naturale è indicata dall'oligarchia della chiesa kattolica come esempio che tutti devono seguire, volenti o nolenti.
Come risulta (verba volant, scripta manent) dalla Sacra Scrittura Nuovo Testamento, la Sacra Famiglia Naturale è costituita da:
1) un bambino concepito prima e al di fuori del matrimonio.
2) un "lui" (Giuseppe) che non è, che non può e che non deve essere il padre biologico.
Che è e che deve essere ccornuto, riccornuto e straccornuto.
E che deve andare sempre in bianco: neanche un poti-poti alle tette nemmeno a pasqua.
3) una "lei" (Maria) bambina precoce e giuliva che subito dopo il menarca (la prima mestruazione che avviene mediamente tra gli otto e i dodici anni di età) si è fatta mettere incinta dal primo alieno UFO extraterrestre single che passava per la strada.
Un vero colpo di fulmine: "Ave signorinetta, si può?" "Ma certo! Prego, s'accomodi".
Da ciò si deduce incontrovertibilmente che gli unici rapporti sessuali cattolici leciti sono quelli di "lei" al di fuori del matrimonio con i single.
E che "lui" non può e non deve essere il padre biologico.
È e deve essere ccornuto, riccornuto e straccornuto.
E deve andare sempre in bianco: neanche un poti-poti alle tette nemmeno a pasqua.
Che bella Sacra Famiglia! Molto Naturale..."
Dalla trasmissione "White Rabbit" by Bruno Moretti, Radio Varese, "l'unica radio libera dell'occidente okkupato", 1978.
Fonte: http://setiitalia.altervista.org/aforismi4.html
Cinquanta sfumature di ipocrisia cattolica
Chissà cosa direbbe Mons. J. B. Bouvier, docente di teologia morale e autore del "Manuale dei Confessori", se sapesse che l'italiano medio, che si dichiara cattolico senza troppi problemi, legge molto più volentieri romanzi erotici e spinti come "Cinquanta sfumature di grigio", piuttosto che la bibbia.
Come scrisse Ambrose Bierce nel suo "Dizionario del diavolo", il cristiano è un "seguace degli insegnamenti di Cristo finché questi non contraddicano i peccati cui indulge più volentieri."
Non a caso, è più facile incontrare un cattolico a favore della pena di morte, piuttosto che uno contrario al sesso prematrimoniale.
Il libro di Bouvier è caricabile gratuitamente su "LiberLiber" a questo link.
Di seguito, viene riportato ciò che troverete scritto all'Art. III - II De libris obscenis.
- - - - -
"Qui non si parla de' libri eretici ed empii, ma soltanto dei libri opposti ai buoni costumi, specialmente di quelli che volgarmente si chiamano Romanzi, i quali solitamente contengono amori illeciti e narrazioni così congegnate e disposte da poter eccitare disordinate libidini.
1. Quelli che scrivono libri gravemente osceni peccano mortalmente, imperocchè dànno a molti occassione di rovina spirituale, e non possono quegli scrittori invocare ragione alcuna che li scusi.
2. Similmente è impossibile trovare una giustificazione sufficente per coloro che fanno professione di vendere cotesti libri: peccano mortalmente dunque quei librai che li tengono nel loro negozio, che li espongono e li vendono al pubblico.
3. E', DI REGOLA, peccato mortale leggere libri di questa fatta, sia che si leggono per libidine, sia per leggerezza, per curiosità, o per ricreazione, perchè, di loro natura, commovono i sensi e conturbano la immaginazione, ed accendono in cuore fiamme impure.
Dico di regola, perchè non voglio assoverare che pecchino mortalmente coloro che, per sola curiosità, leggono tali libri, se la loro provetta età, per il loro temperamento freddo, o per la abitudine di trattare questioni veneree, non incorrono in grave pericolo.
4. V'hanno libri che raccontano amori leciti o illeciti, i quali non suscitano gravemente la libidine, non commovono i sensi, non espongono a notevole pericolo, come sono molte tragedie, commedie o altri poemi: quelli che, senza grave pericolo per sè e senza scandalo per altri, leggono tali libri per mera curiosità, non peccano mortalmente; se poi ciò facciano per causa legittima, per esempio, per istruire, per acquistare o perfezionare l'eloquenza non peccano, supposto sempre, che non ammettano né trascurino i doveri ad essi imposti dal loro stato.
Raramente possono i preti darsi a queste letture senza peccare, perchè facilmente negligerebbero i loro doveri, o darebbero scandalo ad altri.
La esperienza prova, non fosse altro, che, cosí facendo, essi prendono a noia la pietá, si sentono incapaci di proseguire nelle loro opere, si estingue in essi lo spirito della devozione e del fervore, ecc.
Questa specie di libri, di cui a questo n. 4° si parla, sono spesso assai più nocivi, ai fedeli di quello che se fossero interamente osceni, imperocchè in quest'ultimo caso susciterebbero nausea. Bisogna quindi allontanare i penitenti da coteste letture.
Coloro che scrivono questa specie di libri, benchè non siano libri gravemente osceni, pure peccano non di rado mortalmente perchè senza una sufficiente ragione trascinano molti a rovina; ma credesi che così gravemente non pecchino coloro che li vendono, imperocchè, da quanto dicemmo, molti li possono leggere senza peccare o almeno senza peccare mortalmente, e perciò, comperandoli, peccherebbero, tutt'al più, venialmente.
I librai poi che li tengono nei loro negozi e li vendono ai richiedenti, possono star tranquilli; essi non peccano.
5. I padri di famiglia, i maestri di scuola, i direttori e tutti coloro a cui sono affidate altre persone devono stornare quanto possono i loro inferiori dalla lettura di questi Romanzi ed assuefarli invece a studii pii, santi e gravi: questo è il solo mezzo per formare uomini eruditi, sensati, amanti della virtù, difensori della religione e della società idonei a dirigere la propria famiglia, e adatti, a qualunque affare."
Per approfondire la tematica della censura ecclesiastica sui libri:
http://www.utopia.it/index_librorum_prohibitorum.htm#7739008
Imagine - John Lennon
Imagine - John Lennon
Immagina non esista paradiso
È facile se provi
Nessun inferno sotto noi
Sopra solo cielo
Immagina che tutta la gente
Viva solo per l’oggi
Immagina non ci siano nazioni
Non è difficile da fare
Niente per cui uccidere e morire
E nessuna religione
Immagina tutta la gente
Che vive in pace
Puoi dire che sono un sognatore
Ma non sono il solo
Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno
E il mondo vivrà in armonia
Immagina un mondo senza la proprietà
Mi chiedo se ci riesci
Senza bisogno di avidità o fame
Una fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
Che condivide il mondo
Puoi dire che sono un sognatore
Ma non sono il solo
Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno
E il mondo vivrà in armonia.
TESTO ORIGINALE IN INGLESE
Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today
Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one.
Immagina non esista paradiso
È facile se provi
Nessun inferno sotto noi
Sopra solo cielo
Immagina che tutta la gente
Viva solo per l’oggi
Immagina non ci siano nazioni
Non è difficile da fare
Niente per cui uccidere e morire
E nessuna religione
Immagina tutta la gente
Che vive in pace
Puoi dire che sono un sognatore
Ma non sono il solo
Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno
E il mondo vivrà in armonia
Immagina un mondo senza la proprietà
Mi chiedo se ci riesci
Senza bisogno di avidità o fame
Una fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
Che condivide il mondo
Puoi dire che sono un sognatore
Ma non sono il solo
Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno
E il mondo vivrà in armonia.
TESTO ORIGINALE IN INGLESE
Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today
Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one.
Gli alieni sono atei (ecco perché non si mostrano)
Se gli alieni esistessero davvero e fossero già tra noi (come alcuni sostengono), cosa li spingerebbe a non mostrarsi?
Proviamo a metterci nei loro panni: che tipo di esseri siamo, noi umani?
Tralasciando tante questioni già affrontate da altre persone in merito alle nostre qualità negative (ci uccidiamo a vicenda con una facilità impressionante, abbiamo paura di ciò che è diverso da noi e via dicendo), vorrei farvi ragionare sul fatto che, ancora oggi, siamo in balia di molte credenze irrazionali, in primis quelle religiose.
Siamo gli esseri viventi più evoluti del pianeta terra, ma non siamo in grado di spiegare totalmente la realtà che ci circonda, limite che ci ha portati ad inventare le divinità.
Gli esseri umani, agli occhi di una civiltà superiore, probabilmente apparirebbero come dei bambini egocentrici, e probabilmente considererebbero le nostre religioni e superstizioni come prova di immaturità e pericolosità (e la storia dimostra chiaramente la pericolosità delle religioni).
Se prendiamo in esame gli alieni nella concezione comune, che li vede come esseri di gran lunga superiori a noi per quanto concerne la conoscenza del mondo e delle leggi fisiche dell'universo, viene difficile pensare che abbiano religioni e superstizioni come le nostre.
Al massimo, gli alieni potrebbero avere una concezione del divino simile a quella di Spinoza, quindi si potrebbe parlare di un Deus sive Natura da cui tutto deriva e presente in ogni cosa, ma senza pensieri o azioni consapevoli tipici della concezione di un essere antropomorfo.
Per non parlare di tante altre credenze: pensate davvero che gli alieni credano che le stelle e i pianeti del loro sistema solare abbiano qualcosa a che fare col loro destino, come pensano gli umani superstiziosi che credono nell’astrologia?
“Sono del Minerario e ho come ascendente Vlont, quindi sono un tipo tosto!”
Avete mai pensato quanto siamo ridicoli, noi umani?
Superstizioni a non finire su qualsiasi cosa, quasi sempre allo scopo di innalzarci, per credere di vivere in un mondo magico dove siamo fottutamente importanti ("Perché io valgo", citando lo spot della l'Oréal).
Davvero pensate che questa nostra caratteristica non possa rappresentare un problema, per dei visitatori razionali?
Se gli alieni si collegassero alla rete internet per conoscerci meglio e si rendessero conto che la nostra storia è piena di credenze assurde che, spesso, hanno dato vita a conflitti e trocità di ogni genere, come potrebbero pensare di fidarsi di noi?
Come scrisse Voltaire, “Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle.” (Lettere filosofiche, 1734), il problema è che, se grazie ai Lumi della Ragione oggi una donna cattolica può avere i capelli rossi e mettere al mondo figli con piedi malformati senza essere accusata di aver giaciuto col demonio, in altre parti del mondo la superstizione regna ancora sovrana, e alle malformazioni e anomalie congenite vengono associate virtù magiche.
La ragione, assieme alla dignità umana, viene stuprata ancora oggi.
E se ancora oggi siamo capaci di farci a pezzi per qualche credenza nella magia, come pretendiamo di poter essere considerati talmente responsabili da accettare una convivenza con forme di vita da altri pianeti?
Oltre al limite della conoscenza scientifica abbiamo anche quello quella razionalità, ed è un limite anche più grave.
Pensateci: una civiltà aliena potrebbe anche considerarci ignoranti sul piano scientifico, ma se fossimo più razionali e meno superstiziosi, avrebbe più fiducia in noi e prenderebbe in maggiore considerazione l’ipotesi di manifestarsi e insegnarci le cose che non sappiamo (proprio come si può insegnare delle cose ad un bambino ignorante, ma tranquillo e senza timori).
Avete mai visto un documentario sulle tribù indigene?
Molte hanno le loro credenze irrazionali, a causa delle quali potrebbero provare paura nei confronti di uomini con telefonini o macchine fotografiche, oggetti per noi molto comuni, ma che agli occhi di individui ignoranti potrebbero apparire come oggetti magici e maligni (ad esempio, una macchina fotografica potrebbe essere vista come un oggetto capace di intrappolare l’anima delle persone).
Ora immaginate un’altra tribù, sempre composta da individui con poca conoscenza scienfica, ma questa volta senza credenze irrazionali: non sarebbe più facile, per noi, interagire con questi individui sì ignoranti, ma con una maggiore apertura mentale derivante dall’assenza di fede in cose assurde?
Cosa accadrebbe se gli alieni, dopo essersi manifestati, dicessero a tutti che Dio non esiste?
Se gli alieni conoscessero la nostra storia, saprebbero che, se ci venissero a dire una cosa del genere, farebbero cadere uno dei pilastri della nostra società.
Ad una notizia del genere, chissà quante persone avrebbero paura degli alieni, arrivando a considerare la loro venuta un inganno satanico, l’alba dell’Apocalisse.
Probabilmente, ci sarebbero anche dei suicidi collettivi (ce ne sono stati anche per la faccenda dei Maia e del 2012, ad esempio).
Gli stessi alieni, tra l’altro, non potrebbero essere attaccati da esaltati religiosi?
Se gli alieni si mostrassero e negassero l’esistenza di Dio, diventerebbero la minaccia più concreta di tutte le religioni del mondo, alcune delle quali hanno molto potere politico.
Badate, non sto dicendo che gli alieni dovrebbero aver paura di qualche fondamentalista religioso, semmai penso che, se volessero manifestarsi per iniziare una pacifica coesistenza con noi, troverebbero nella religione un grande ostacolo, un muro fatto di millenni di tradizioni e credenze che, per come sono fatti gli uomini, non potrebbe crollare facilmente. Quindi, avrebbero paura di non essere accettati o, addirittura, di essere visti come una minaccia.
In sintesi, se non siamo affidabili non è perché siamo troppo arretrati in campo tecnologico e scientifico, semmai è perché siamo condizionati da credenze irrazionali in grado di farci provare paura.
Ma il bello è che, se gli alieni volessero conquistarci senza spargimenti di sangue, non dovrebbero fare altro che presentarsi come Elohim, dando ragione a quei movimenti religiosi (tipo il Movimento Raeliano) che mettono gli alieni al posto di Dio, sostenendo che noi siamo stati creati da loro.
L'uomo è ancora un bambino immaturo che cerca il padre, e qualsiasi civiltà aliena farà bene a stargli alla larga, almeno fino a quando non maturerà mettendo da parte religioni e superstizioni varie.
"Questo dio-creatore viene chiamato senza ambagi "padre".
La psicoanalisi ne desume che si tratta realmente del padre, un padre magnificato quale appariva una volta al bambino piccolo."
(Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32)
Albini fatti a pezzi per riti magici in Tanzania
Come scrisse Voltaire, "Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle." (Lettere filosofiche, 1734).
Il problema è che, se grazie ai Lumi della Ragione oggi una donna cattolica può avere i capelli rossi e mettere al mondo figli con piedi malformati senza essere accusata di aver giaciuto col demonio e aver generato una prole con piedi caprini, in altre parti del mondo la superstizione religiosa regna ancora sovrana, e alle malformazioni e anomalie congenite vengono associate virtù magiche.
È quello che succede in alcune zone della Tanzania, dove gli albini vengono letteralmente fatti a pezzi, in modo da usare le parti del loro corpo per riti magici.
Il Medioevo è finito da tempo, ma l'ignoranza tipica di quell'era sembra manifestarsi ancora oggi, confermando che la ragione, assieme alla dignità umana, viene stuprata ancora oggi.
Urge un nuovo Illuminismo, questa volta mondiale, implacabile e devastante.
http://www.uaar.it/news/2008/11/17/burundi-albini-uccisi-per-riti-magici/
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/africa_tanzania_albini_stregoneria_vud_amp_ugrave/notizie/1312146.shtml
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/albino-trucidato-stregoneria-trovato-senza-braccia-e-gambe-1096343.html
Citazioni da "La Finzione di Cristo" di Robert M. Price
Robert M. Price è un teologo e scrittore americano,
autore di libri molto critici sulla religione.
Si dichiara un "ateo cristiano" ed è molto scettico
sull'esistenza storica di Gesù.
Alcuni spezzoni dal suo libro "Christ a Fiction":
"Gesù fu infine "storicizzato", ridisegnato come essere umano del passato (un po' come è già successo a Sansone, Enoch, Jabal, Gad, Joshua figlio di Nun, e vari altri antichi dei Israeliti).
Come parti di questo processo, ci sono stati vari tentativi indipendenti di collocare Gesù nella storia recente, gettando la colpa per la sua morte su questo o quel probabile candidato, scelto tra ben noti tiranni tra cui Erode Antipa, Ponzio Pilato, e perfino Alessandro Gianneo nel primo secolo a.C.!
Ora, se la morte di Gesù fosse un reale evento storico ben noto ai suoi testimoni oculari, non ci sarebbe semplicemente stato modo di vedere nascere una tale varietà di versioni, differenti tra loro su punti tanto fondamentali!
E se i primi Cristiani avessero realmente ricordato la passione come una serie di eventi recenti, perché i primi racconti evangelici della crocifissione tirano per le lunghe l'intero conciso racconto con citazioni rubacchiate senza dirlo dal Salmo 22?
Perché 1 Pietro (la 1^ lettera di S.Pietro) non ha niente di più dettagliato di Isaia 53 per impinguare il suo racconto delle sofferenze di Gesù?
Perché Matteo arricchisce la versione di Marco, non con la tradizione storica o con i ricordi dei testimoni oculari, ma con altre citazioni, questa volta da Zaccaria e dalla Sapienza di Salomone?
Perciò mi trovo ad essere sempre più attratto dalla teoria, un tempo vigorosamente dibattuta dagli studiosi, e ora soffocata per tacito consenso, che non c'era nessun Gesù storico dietro i vetri colorati della mitologia evangelica, ma egli è invece un personaggio di fantasia.
In grandi linee ed in dettaglio, la vita di Gesù come è rappresentata nei vangeli corrisponde all'archetipo mondiale dell'Eroe Mitico in cui la nascita di un eroe divino è concepita e predetta in modo soprannaturale, l'eroe neonato sfugge a tentativi di ucciderlo, dimostra la propria precoce saggezza già da bambino, riceve un incarico divino, sconfigge dei demoni, guadagna acclamazioni, è osannato come re, poi tradito, perdendo il favore popolare, giustiziato, spesso in cima a una collina, ed è discolpato e assunto in cielo.
Queste caratteristiche si ritrovano in tutto il mondo nei miti eroici ed epici.
I più simili a presunte biografie, come quelli di Ercole, Apollonio di Tiana, Padma Sambhava e Gautama Buddha, corrispondono a questo tipo di intreccio, su cui è probabile che gli storici possano concludere che una figura storica è stata trasfigurata dal mito.
E nel caso di Gesù Cristo, dove praticamente ogni dettaglio della storia si adatta all'archetipo dell'eroe mitico, senza niente di aggiunto, senza nessun dato biografico "secolare", per esempio, diventa arbitrario affermare che c'è stata una figura storica dietro al mito.
In particolare, le storie della passione dei vangeli mi colpiscono in quanto del tutto simili ai miti contemporanei di salvatori che muoiono e risorgono, come Osiride, Tammuz, Baal, Attis, Adone, Ercole ed Esculapio.
Come per Gesù, di questi personaggi si credeva che avessero avuto una vita sulla terra, che fossero stati uccisi e fossero risuscitati poco dopo.
La loro morte e resurrezione era in molti casi celebrata ritualmente ad ogni primavera per annunciare il ritorno alla vita della vegetazione. In molti miti il corpo del salvatore è unto per la sepoltura, cercato da sante donne, e poi riappare vivo pochi giorni dopo."
(Robert M. Price, "Christ a Fiction", 1997)
La citazione è stata presa da questo sito:
http://www.andreagaddini.it/sacroplagio.html
L'incoerenza dei vegani cattolici
Alcuni vegani sono anche cattolici, confermando, se ce ne fosse ancora bisogno, che essere cattolici ormai non ha più alcun significato, perché pochissime persone si sforzano di rispettare davvero la dottrina cattolica e comportarsi di conseguenza.
Sul sito ufficiale della "Santa Sede", possiamo trovare i vari articoli che compongono il "Catechismo della Chiesa Cattolica".
Al punto 2415, viene specificato che:
"Gli animali, come anche le piante e gli esseri inanimati, sono naturalmente destinati al bene comune dell'umanità passata, presente e futura."
Insomma, gli animali sono "destinati" al bene dell'uomo, questo perché, come viene spiegato nel punto 2417:
"Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine."
Quindi, gli animali sono una sorta di nostra proprietà, ed è per questo che, come continua l'articolo:
"È dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l'uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi.
Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane."
Di conseguenza, gli animali si possono sia mangiare che usare per vestirsi o fare esperimenti scientifici, l'importante è non farli soffrire inutilmente, trattarli in modo benevolo e rimanere entro certi limiti; quindi, cose come gli allevamenti biologici e la ricerca scientifica su malattie gravi non dovrebbero essere contestate da chi pretende di essere cattolico.
Proseguendo, l'articolo 2418 di anche:
"È pure indegno dell'uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini."
E prosegue con:
"Si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell'affetto che è dovuto soltanto alle persone."
E questo solo prendendo in considerazione il Catechismo della Chiesa Cattolica, quindi senza scomodare la Bibbia, nella quale sono presenti diversi versi nei quali viene specificato che gli animali sono stati creati per servirci al pari delle piante (e lo stesso Gesù, almeno per quanto mi risulta, non è famoso per aver moltiplicato il pane e le pigne).
Non si possono usare scuse del tipo "Dio è Amore", "San Francesco amava gli animali" e così via, perché religioni del genere mettono l'uomo al di sopra degli animali.
Le uniche lotte coerenti potrebbero essere quelle contro la corrida, in quanto pratica inutile e ben lontana dalla "benevolenza", idem per gli allevamenti intensivi nei quali gli animali vengono trattati davvero in modi cruenti e senza il minimo rispetto, ma sono lotte che dovrebbero fare quelli che mangiano comunque carne, perché chi pretende di poter essere cattolico e trattare gli animali come "suoi fratelli", sbaglia a prescindere.
Pochissimi hanno scelto davvero liberamente la propria religione
Nel mondo si parlano quasi 7000 lingue, mentre le religioni, contando tutte le varianti, sono molte di più.
Nessuno, ovviamente.
Nemmeno uno di noi ha deciso di nascere, né tantomeno ha potuto scegliere in quale parte del mondo venire al mondo; di conseguenza, nessuno sceglie quale lingua madre avere, nessun italiano ha scelto di imparare a parlare prima la lingua italiana.
E ora veniamo alla religione: quanti cristiani, musulmani o induisti hanno scelto di nascere in una famiglia cristiana, musulmana o induista?
Quindi, siccome quasi tutti i credenti si limitano a continuare a seguire la religione tramandata dalla famiglia di nascita, ne consegue che, quasi tutti, sono diventati cristiani, musulmani o induisti per lo stesso adattamento dovuto al caso che si verifica per la lingua madre.
Domanda: quanti italiani hanno scelto di nascere in Italia?
Nessuno, ovviamente.
Nemmeno uno di noi ha deciso di nascere, né tantomeno ha potuto scegliere in quale parte del mondo venire al mondo; di conseguenza, nessuno sceglie quale lingua madre avere, nessun italiano ha scelto di imparare a parlare prima la lingua italiana.
E ora veniamo alla religione: quanti cristiani, musulmani o induisti hanno scelto di nascere in una famiglia cristiana, musulmana o induista?
Ovviamente nessuno, sempre per lo stesso motivo spiegato prima.
Quindi, siccome quasi tutti i credenti si limitano a continuare a seguire la religione tramandata dalla famiglia di nascita, ne consegue che, quasi tutti, sono diventati cristiani, musulmani o induisti per lo stesso adattamento dovuto al caso che si verifica per la lingua madre.
Certo, ci sono anche le conversioni, ma quest'ultime sono comunque limitate alle religioni conosciute dal singolo credente, e quanti conoscono abbastanza bene anche solo le dieci religioni dominanti?
La maggior parte dei credenti non ha mai sentito parlare di religioni come il Falun Dafa e le Sikhismo, eppure parliamo di due tra le dieci religioni più diffuse al mondo; senza contare che, anche se per assurdo un cristiano nato in una famiglia cristiana conoscesse tutte le religioni del mondo, non avrebbe comunque una mente libera e imparziale per poter scegliere in modo obiettivo, perché sarebbe comunque "affezionato" alla religione cristiana a causa dell'indottrinamento derivante dalla famiglia/società di nascita.
In poche parole, solo quei credenti che non sono nati in una famiglia/società legata ad una particolare religione possono dire di aver scelto davvero senza aver subito condizionamenti, mentre la stragrande maggioranza si trova in una posizione molto simile a quella che si verifica per la "scelta" della lingua madre; si potrebbe dire lo stesso per il patriottismo: tutti gli italiani che amano l'Italia e le tradizioni italiane, se solo fossero nati in Francia o in Germania, avrebbero amato appunto questi altri due paesi e le relative tradizioni, fregandosene di quelle italiane.
«Il patriottismo è, fondamentalmente, la convinzione che un particolare paese è il migliore del mondo perché ci siete nati.» (George Bernard Shaw, Il mondo, 1893)
In poche parole, solo quei credenti che non sono nati in una famiglia/società legata ad una particolare religione possono dire di aver scelto davvero senza aver subito condizionamenti, mentre la stragrande maggioranza si trova in una posizione molto simile a quella che si verifica per la "scelta" della lingua madre; si potrebbe dire lo stesso per il patriottismo: tutti gli italiani che amano l'Italia e le tradizioni italiane, se solo fossero nati in Francia o in Germania, avrebbero amato appunto questi altri due paesi e le relative tradizioni, fregandosene di quelle italiane.
«Il patriottismo è, fondamentalmente, la convinzione che un particolare paese è il migliore del mondo perché ci siete nati.» (George Bernard Shaw, Il mondo, 1893)
Gli atei bestemmiano perché odiano Dio?
Alcuni dicono che, se sei ateo, allora non dovresti bestemmiare, ma in realtà la bestemmia può capitare proprio come capita di dire "cazzo", "cavolo" o "porca puttana".
Se un eterosessuale è abituato a dire "cazzo" in continuazione, mica lo si può criticate dicendo "sei incoerente, dovresti dire fica, non cazzo"; idem per un grande amante della carne abituato a dire "cavolo" e un femminista abituato a dire "porca puttana!"... nessuno si preoccuperebbe di dire al carnivoro "lascia i cavoli ai vegetariani", o al femminista "se ami le donne, non puoi dire in continuazione quell'insulto maschilista".
Se al posto della credenza in Dio ci fosse stato l'oroscopo, oggi le persone esclamerebbero cose come "mannaggia allo zodiaco!" o "porco di uno scorpione!".
La figura di Dio è stata sempre imposta ovunque, quindi anche gli atei sono abituati alla sua "presenza"; ed è questo il punto: se gli atei bestemmiano non è perché "odiano" Dio, ma perché sono abituati a questo nome, poi bisogna aggiungere che le bestemmie vengono usate anche per prendere in giro i credenti e sminuire l'imponenza di quella che, alla fine, è solo una credenza.
Insomma, almeno per un ateo, la bestemmia non è altro che un "cazzo" o un "cavolo", scappa per abitudine o per trollare, quindi è abbastanza discutibile accusare di incoerenza gli atei dicendo che, se bestemmiano, allora è perché "odiano Dio" (anche se, volendo dirla tutta, leggendo la Bibbia e in particolare il VT, ci sarebbero validi motivi per disprezzarlo).
"Il Dio dell'Antico Testamento è forse il personaggio più sgradevole di tutta la letteratura: geloso e fiero di esserlo, è un castigamatti, meschino, iniquo e spietato; sanguinario istigatore della pulizia etnica; un bullo misogino, omofobo, razzista, infanticida, genocida, figlicida, pestilenziale, megalomane, sadomasochista e maligno secondo il suo capriccio.
Quelli di noi che si sono familiarizzati con i suoi metodi fin dall'infanzia hanno finito per non accorgersi più di quanto siano orrendi.
(Richard Dawkins. L'illusione di Dio)
Iscriviti a:
Post (Atom)














